Bigoi: un’inugurazione coi fiocchi al Bicocca Village (Milano)

Andiamo a fatturare, ma prima a mangiare da Bigoi

Nella città in cui fatturare è un mantra e dove il tempo è denaro, le pause pranzo devono essere rapide, poco costose, nutrienti e sane.

Impossibile, dite?

bigoi

Non se andate al Bicocca Village e scegliete di fermarvi da Bigoi che ha aperto giovedì 31 ottobre anche nella città meneghina.

E allora se tra voi ci sono studenti, lavoratori o semplici fruitori del centro commerciale, segnatevi questo posto, memorizzate il logo e, fidatevi, date una chance al nuovissimo Past Food che trovate al primo piano del centro commerciale di Viale Sarca (MI).

Da food blogger, nata nella regione della pasta all’uovo, se vi dico di fidarvi, mettendoci la faccia, rischio tanto, ma sono anche convinta di quello che dico dopo il test assaggio di giovedì.

Bigoi: Bicocca Village, un’esperienza unica!

Mi avevano tanto parlato del “bigolaro” che avrei visto in azione e, sinceramente, mi aspettavo di trovarlo in cucina, magari non utilizzato, o messo in funzione apposta per me, giusto per fare due scatti di rito. Figuratevi la sorpresa di averlo trovato, invece, in bella mostra al centro del locale, ben visibile anche da chi passeggia per il corridoio con le borsine degli acquisti ancora in mano.

Quando qualcuno del team di Bigoi entra nella vetrinetta del bigolaro e inizia ad armeggiare lì attorno, non fermarsi a guardare l’arte antica della pasta è impossibile: noi italiani ne subiamo il fascino e figuratevi gli stranieri!
A proposito del bigolaro, volete sapere quali sono gli ingredienti utilizzati da Bigoi? Sono pochi, semplici e tutti italiani: farina di semola di grano duro, uova, acqua e sale.

La pasta? Deve essere soda, profumata, cotta a puntino, sapida quanto basta, rugosa al punto giusto, pronta per accogliere il sugo e trattenerlo con il suo naturale amido.

A proposito di sugo, in questo punto vendita ci sono ben sette possibilità di condimento e io ne ho assaggiate due: la variante anatra e la classica amatriciana, ma le avrei provate tutte!

Non temete, se siete vegetariani ci sono anche sughi a base di verdure, come la norma, o il pesto, o la cacio e pepe o il classico pomodoro! Se preferite i sughi a base di pesce, potete assaggiare i bigoi alle acciughe, al nero di seppia o alla pescatora.

Bigoi tra tradizione e innovazione

Il concept di Bigoi è basato su tradizione e velocità, da qui PAST FOOD, ma siccome fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio, ho letteralmente cronometrato il tempo di attesa tra l’ordinazione e la consegna della coppetta: poco più di 90 secondi, praticamente ce ne ho messi di più io a scegliere il condimento!

Come è possibile questa “magia”? Con l’esclusivo metodo messo a punto proprio da Bigoi! È questione di organizzazione, ma anche di un sapiente mix di tecnologie e conoscenze di ciò che accade agli ingredienti.

 

Quando i bigoli escono dalla trafila in bronzo, vengono tagliati a mano e, sempre a mano, vengono lasciati riposare per qualche ora, poi cotti e immediatamente messi in abbattitore per bloccarne la cottura. Questo procedimento permette di conservare le proprietà nutritive, l’amido e il profumo della pasta all’uovo. Al momento dell’ordine, ben 200g di bigoli vengono messi per circa 20 secondi in acqua calda per rigenerarli prima di essere ricoperti da addirittura 100g di sugo, per un totale di 300g di pasto.

Ok, tutto bellissimo, ma lo spreco di mangiare tutti i giorni con piatti e posate di plastica? Nessuna plastica, anzi, proprio perché uno degli aspetti negativi del fast food sono “i residui” di qualche incivile, Bigoi ha pensato di utilizzare fin da subito materiali che fossero biocompostabili al 100% in modo da scongiurare anche la maleducazione.

Che dite, milanesi, vi ho convinto?

Fatemi sapere!

A cura di Giulia Golino – Cook Eat Love

EnglishFrançaisDeutschItalianoEspañol