La Storia dei Bigoli

Mani in pasta: la storia dei bigoli

Quanta soddisfazione può dare un bel piatto di pasta italiano, condito e fumante?
E cosa c’è di più poetico della pasta ruvida, fatta a mano, in cui tradizione e innovazione si fondono alla perfezione?
Questo articolo sulla storia dei bigoli, la pasta lunga di origine veneta, va letto così: con la sensazione della farina tra le dita, l’immagine della pasta ruvida che attraversa la macchina e la certezza che, quando avrete la forchetta in mano di fronte al piatto, non saprete resistere.

storia bigoliI bigoli cosa sono?

I bigoli sono una pasta lunga di origine Veneta che hanno avuto fortuna in alcune zone della Lombardia. La ricetta tradizionale, semplice e genuina, vede l’insieme dosato e trionfante di tre soli ingredienti: grano tenero, acqua e sale. Niente uova (almeno all’inizio), nonostante i bigoli siano a tutti gli effetti una pasta fresca. Questo perché in passato le uova erano molto preziose e spesso venivano usate come merce di scambio per barattare altri alimenti.

I bigoli hanno un nome che pare provenga dal termine dialettale bigàt che significa bruco e rimanda appunto alla loro forma allungata. Oggi, accanto alla ricetta tradizionale, ne esistono alcune varianti, come quella con farina di grano saraceno e uovo, che rende i bigoli più scuri. Simili a dei bucatini, i bigoli sono degli spaghettoni ruvidi, caratteristica che li rende perfetti per trattenere sughi e altri condimenti.

storia bigoli

La storia dei bigoli: che cos’è il bigolaro

La storia dei bigoli nasce ai tempi della Serenissima Repubblica di Venezia, quando un pastaio di Padova, nel 1604, detto Abbondanza, chiese al Comune un brevetto per registrare un macchinario di sua invenzione. Con questo congegno riuscì a produrre diversi tipi di pasta, ma il popolo ne consacrò uno in particolare, gli attuali bigoli. Fu così che due secoli più tardi quasi tutte le famiglie del nord-est dell’Italia avevano questo macchinario in casa, ribattezzato successivamente bigolaro. Era perfetto per fare la pasta lunga.

Ancora oggi, alcune famiglie venete conservano un bigolaro come cimelio di famiglia. Il bigolaro è marchingegno in legno: un torchio con una trafila ruvida in bronzo. Questo semplice strumento casalingo veniva fissato al tavolo e al suo interno veniva fatto passare l’impasto di farina, acqua e sale, in una trafila ruvida. Il passaggio dell’impasto era azionato tramite una pertica che andava girata con forza e alla quale, di solito, si alternavano una o più persone. Appena fatti, i bigoli ancora freschi, erano messi a essiccare, stesi su bastoni sospesi fra le sedie. Le donne di casa di solito ne preparavano in grandi quantità, in modo da averne una abbastanza per soddisfare il fabbisogno della famiglia per tutta la settimana.

take away

Un bel piatto di bigoli: i condimenti migliori

Proprio grazie alla loro consistenza ruvida, i bigoli si prestano perfettamente a condimenti a base di sughi. I bigoli tradizionali, infatti, sono quelli conditi con ragù di carne o frattaglie di anatra, ma una delle ricette tipiche venete sono anche i bigoli con le acciughe, un piatto povero, che in passato veniva consumato ad esempio nel Venerdì Santo o alla vigilia di Natale. Oggi il numero di ricette e abbinamenti da fare con i bigoli si è notevolmente ampliato, le melanzane, i fiori di zucca, il radicchio, fave, il tonno e i formaggi ma larga fortuna la vedono anche i ragù bianchi abbinati a questa pasta.

Con il passare degli anni le cose cambiano, ma da Bigoi la tradizione rimane intatta venendo coniugata alla perfezione con tecnologie all’avanguardia. Nel nostro menù è possibile trovare i migliori sughi abbinati ai Bigoli. La nostra missione è quella di offrire un pasto veloce, genuino, da poter assaporare subito, ma che possa allo stesso tempo riportarvi nel passato per assaporare la vera pasta della tradizione veneta.

A cura di Elisa Midelio – Serendipitsite: Viaggiare con serendipità

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